Insulino-resistenza e insulina alta: cosa significa e cosa fare

Con l’insulino-resistenza le cellule rispondono meno all’insulina, e il pancreas ne produce di più per tenere normale la glicemia. Per anni non dà sintomi e la glicemia resta normale: l’insulina alta è spesso il primo segnale. La buona notizia è che spesso migliora molto con movimento, sonno e alimentazione.

Cosa significa insulino-resistenza

L’insulina è la chiave che apre le cellule allo zucchero. Con l’insulino-resistenza le cellule rispondono meno, e il pancreas deve produrre più insulina per ottenere lo stesso effetto.

Per anni funziona: glicemia ed emoglobina glicata restano normali, ma l’insulina a digiuno è alta. Si chiama insulino-resistenza compensata, ed è il momento migliore per intervenire.

Se il pancreas non tiene più il passo, la glicemia comincia a salire: prima il prediabete e poi, in alcune persone, il diabete di tipo due.

Le cause dell’insulino-resistenza

Spesso ce n’è più di una insieme.

Sintomi dell’insulino-resistenza

Di solito nessuno. Spesso si scopre per caso, con un esame del sangue.

A volte ci sono segnali che vale la pena notare:

Questi segnali possono avere anche altre cause. Se li noti, parlane con il tuo medico: insulina e glicemia a digiuno aiutano a capire. Stanchezza e sonno dopo i pasti, invece, capitano a molti e da soli non dicono nulla.

Insulino-resistenza: si guarisce?

Spesso migliora molto con le abitudini giuste, tenute nel tempo. Se non bastano, il medico valuta i farmaci.

Un grande studio lo ha mostrato in persone a rischio di diabete. Chi ha cambiato alimentazione, si è mosso di più e ha perso un po’ di peso ha sviluppato il diabete molto meno spesso.

I primi effetti sugli esami si vedono di solito in qualche mese. Per questo si ricontrolla dopo circa tre mesi.

Quali esami guardare insieme

Questi esami dicono a che punto sei.

Cosa significa il tuo valore

La parte alta della scala dell’insulina a digiuno, in µUI/mL.

Cosa mangiare e come muoversi

Non serve una dieta speciale: servono abitudini che puoi tenere. Da dove partire:

Nessun integratore sostituisce queste abitudini. Se prendi già dei farmaci, non cambiarli da solo: parlane con il medico.

Insulina alta: quando preoccuparsi

Parlane con il tuo medico se:

Con Rosa, una glicemia da 126 mg/dL in su o un’emoglobina glicata da 6,5% in su vengono sempre segnalate a un medico; una glicemia da 200 in su, con urgenza.

Domande frequenti

Quali analisi servono per l’insulino-resistenza? Di solito insulina e glicemia a digiuno, da cui si calcola l’indice HOMA, più emoglobina glicata e trigliceridi. A volte il medico chiede anche la curva da carico di glucosio.

Cos’è la curva insulinemica? È un esame diverso da quello a digiuno: bevi una soluzione di zucchero e si misurano glicemia e insulina più volte nelle ore dopo. Lo prescrive il medico, se serve, e i valori si leggono con lui.

Qual è la dieta giusta per l’insulino-resistenza? Non ce n’è una sola. Funziona uno schema semplice: verdure a ogni pasto, legumi e cereali integrali, pesce, frutta intera e olio d’oliva, con pochi zuccheri e farine raffinate. Un nutrizionista può aiutarti a farne un menù settimanale.

L’insulino-resistenza fa ingrassare? Più spesso è il contrario: il grasso sulla pancia è una delle cause più comuni dell’insulino-resistenza. Perdere un po’ di girovita la migliora, spesso già con pochi chili in meno.

Servono farmaci per l’insulino-resistenza? Di solito si parte dalle abitudini. In alcuni casi, per esempio con il prediabete o l’ovaio policistico, il medico può valutare un farmaco come la metformina. Non iniziarlo e non sospenderlo da solo.

Ogni quanto va ricontrollata? Se stai cambiando abitudini, di solito si ricontrolla dopo circa tre mesi, insieme a glicemia ed emoglobina glicata. Rosa misura l’insulina una volta l’anno.

Fonti