Zinco: cos’è, cosa ti dice e quando si misura

Lo zinco è un minerale che serve a molti processi del corpo: difese immunitarie, guarigione delle ferite, pelle, gusto e olfatto. Il corpo non ne tiene una vera scorta, quindi ne serve un po’ ogni giorno con il cibo. L’esame misura lo zinco nel sangue, che però è solo una piccola parte di quello che hai.

Quando si misura

Il medico lo prescrive quando sospetta una carenza: per esempio con una malattia che riduce l’assorbimento, come la celiachia o il morbo di Crohn, dopo un intervento all’intestino o allo stomaco, con diarrea che dura, con molto alcol o con una dieta molto ristretta. Lo chiede anche se prendi zinco ad alte dosi da tempo.

Per chi sta bene non è un esame utile. Lo zinco nel sangue cambia con i pasti, con l’ora del prelievo e con un’infiammazione, e dice poco su quanto zinco hai davvero nel corpo. Funziona meglio per studiare una popolazione che per giudicare una persona.

Per questo Rosa non lo misura. Guarda invece la PCR, che dice se un’infiammazione può abbassarlo, l’albumina, che lo trasporta nel sangue, e l’emocromo, che mostra i danni di un eccesso.

Cosa ti dice, e cosa no

Se è basso, può esserci una carenza. Ma spesso c’entrano un’infiammazione, un pasto recente o un prelievo fatto nel pomeriggio.

Non dice quanto zinco c’è nelle cellule, dove si trova quasi tutto. Per questo il medico lo legge con i sintomi e con quello che mangi.

Se è alto, quasi sempre prendi un integratore, oppure il campione si è contaminato.

Per questo si legge insieme ad altri esami:

Valori normali dello zinco

I valori normali li decide il laboratorio. Alcuni referti usano µg/dL, altri µmol/L, con numeri diversi. Conta l’intervallo stampato accanto al tuo risultato.

Come riferimento, le soglie usate negli studi considerano basso, al mattino e a digiuno, un valore sotto 70 µg/dL nelle donne e sotto 74 negli uomini. Dopo un pasto e nel pomeriggio lo zinco è più basso di suo, quindi le soglie scendono.

Anche gravidanza e pillola lo abbassano un po’. Un solo valore poco basso, senza sintomi, di solito non basta per parlare di carenza.

Se il tuo zinco è basso o alto

Le cause dello zinco basso o alto

Lo zinco nel sangue dipende da quello che mangi, ma anche da come e quando si fa il prelievo.

Sintomi della carenza di zinco

Una carenza vera può dare segni diversi. Per esempio:

Sono segni poco specifici: possono avere molte altre cause. Se li hai, parlane con il tuo medico.

Zinco e integratori: quando è troppo

Lo zinco si trova in molti integratori. Se lo prendi ad alte dosi per mesi, il corpo assorbe meno rame.

La mancanza di rame può dare anemia, pochi globuli bianchi e, nei casi più seri, problemi ai nervi, con formicolii e difficoltà a camminare. Smettendo, di solito si recupera.

Per questo, prima di prendere zinco per lungo tempo, chiedi al medico se ti serve e quanto.

Cosa può falsare il risultato

Lo zinco nel sangue è un esame delicato. Molte cose lo spostano.

Quando preoccuparsi

Parlane con il tuo medico se:

Domande frequenti

Quali sono i valori normali dello zinco nel sangue? Dipende dal laboratorio e dall’unità. Le soglie usate negli studi, al mattino e a digiuno, considerano basso un valore sotto 70 µg/dL nelle donne e sotto 74 negli uomini. Conta l’intervallo del tuo referto.

Quali sono i sintomi della carenza di zinco? Gusto e olfatto meno sensibili, ferite lente a guarire, irritazioni della pelle, capelli che cadono e infezioni frequenti. Sono segni poco specifici: falli vedere al medico.

Per l’esame dello zinco serve il digiuno? Sì. Meglio un prelievo al mattino, a digiuno da almeno otto ore, perché pasti e ora del giorno cambiano il valore.

Lo zinco basso dipende sempre da cosa mangio? No. Spesso c’entrano un’infiammazione, un pasto recente o un prelievo nel pomeriggio. Una carenza vera va cercata con il medico, guardando anche i sintomi.

Rosa misura lo zinco? No. Rosa misura la PCR, l’albumina e l’emocromo completo, che aiutano a leggere ciò che sposta lo zinco o i danni di un eccesso. Se il tuo medico vuole lo zinco, lo prescrive a parte.

Fonti