Vitamina K: cos’è, cosa ti dice e quando si misura
La vitamina K serve al fegato per produrre le proteine che fanno coagulare il sangue. Ha un ruolo anche nelle ossa. Esiste in due forme: la K1, nelle verdure a foglia verde, e la K2, nei cibi fermentati e in alcuni formaggi.
Quando si misura
Si misura di rado. Il medico la chiede quando sospetta una carenza: con sanguinamenti o lividi senza motivo, con malattie che fanno assorbire male i grassi, come la celiachia, la fibrosi cistica o le malattie delle vie biliari, o in chi mangia molto poco e prende antibiotici a lungo.
Di solito il medico guarda prima gli esami della coagulazione, come l’INR. Sono esami che si leggono nel contesto, spesso in ospedale. Se hai un sanguinamento che non si ferma, chiama il 112 o vai al pronto soccorso.
Non è un esame per chi sta bene: negli adulti sani la carenza è rara, e il valore dipende soprattutto da cosa hai mangiato nei giorni prima. Per questo Rosa non la misura, e non misura nemmeno gli esami della coagulazione. Misura invece piastrine, emoglobina e il fegato, che produce le proteine della coagulazione.
Cosa ti dice, e cosa no
Dice quanta vitamina K1 c’è nel sangue in quel momento. Riflette soprattutto i pasti recenti, e non misura la K2.
Per capire se il fegato ne ha abbastanza per lavorare, alcuni laboratori misurano una proteina chiamata PIVKA-II, che sale quando la vitamina K manca. L’INR invece sale solo con una carenza importante.
Per questo si legge insieme ad altri esami:
- INR: Sale quando la vitamina K manca molto, o con il warfarin
- aPTT: Un altro esame della coagulazione
- Piastrine: Se sanguini facilmente, il medico guarda anche loro
- ALT e AST: Il fegato usa la vitamina K per fare le proteine della coagulazione
Valori normali della vitamina K
Non c’è un intervallo unico. Pochi laboratori fanno questo esame, e metodi diversi danno numeri diversi. Conta l’intervallo stampato accanto al tuo valore.
Come riferimento, gli esperti considerano carente un valore di vitamina K1 sotto 0,15 µg/L.
Il digiuno è importante: un pasto con verdure a foglia verde può alzare il valore per qualche ora.
Se la tua vitamina K è bassa o alta
- Vitamina K bassa: Può venire da un pasto povero o da una carenza vera. Il medico guarda i sintomi e gli esami della coagulazione.
- Vitamina K alta: Di solito riflette un pasto ricco di verdure o un integratore. Non sono noti danni da quella del cibo.
Chi rischia una carenza di vitamina K
Negli adulti sani è rara. Capita più spesso in questi casi:
- Intestino che assorbe male i grassi: Celiachia, fibrosi cistica, malattie del pancreas o delle vie biliari.
- Antibiotici e pasti scarsi: Una lunga cura di antibiotici in chi mangia pochissimo, per esempio durante un ricovero.
- Malnutrizione: Diete molto povere, anziani che mangiano poco, malattie gravi dei reni o tumori.
- Neonati: Nascono con poche scorte. Per questo, alla nascita, si dà la vitamina K a ogni neonato.
Sintomi di una carenza
Una carenza si vede soprattutto dai sanguinamenti:
- Lividi che compaiono facilmente
- Sangue dal naso o dalle gengive
- Mestruazioni più abbondanti del solito
- Ferite che sanguinano a lungo
Se hai sangue nelle urine, feci nere, vomito con sangue o un sanguinamento che non si ferma, chiama il 112 o vai al pronto soccorso.
Vitamina K e anticoagulanti
Il warfarin e l’acenocumarolo funzionano bloccando la vitamina K. Per questo quanta vitamina K mangi può cambiare il loro effetto e il tuo INR.
Non serve eliminare le verdure verdi. Conta mangiarle in quantità simili, settimana dopo settimana, senza grandi cambi improvvisi. Se cambi molto la dieta, dillo al medico.
Prima di iniziare o smettere un integratore che contiene vitamina K, anche la K2, parlane con il medico. Non cambiare mai da solo la dose dell’anticoagulante: il valore di INR da raggiungere lo decide il tuo medico. Se prendi un altro tipo di anticoagulante, chiedi al medico se la dieta conta anche per te.
Dove si trova: cosa mangiare
La vitamina K si trova soprattutto nelle verdure. Per esempio:
- Verdure a foglia verde: spinaci, bietole, lattuga, rucola
- Cavoli: broccoli, cavolo nero, cavolini di Bruxelles, cime di rapa
- Prezzemolo e altre erbe fresche
- Oli vegetali, come l’olio d’oliva
- Per la K2: formaggi stagionati, tuorlo d’uovo e cibi fermentati
Una dieta con verdure ogni giorno di solito basta. Chiedi al medico prima di prendere integratori, soprattutto se prendi anticoagulanti.
Cosa può falsare il risultato
Alcune cose cambiano il valore senza che cambino le scorte.
- Il pasto: Le verdure mangiate di recente alzano il valore. Per questo si fa a digiuno.
- Integratori: Anche un multivitaminico può contenerla. Dillo prima del prelievo.
- Grassi del sangue: La vitamina K viaggia con i grassi: trigliceridi alti possono alzarla.
- Il laboratorio: Pochi laboratori la misurano, con metodi diversi. Confronta sempre con l’intervallo del tuo referto.
Quando preoccuparsi
Parlane con il tuo medico se:
- Ti vengono lividi con facilità, o perdi spesso sangue dal naso o dalle gengive.
- Hai una malattia che fa assorbire male i grassi e noti questi segni.
- Prendi warfarin o acenocumarolo e vuoi cambiare dieta o iniziare un integratore.
- Il tuo INR è fuori dall’intervallo che il medico ti ha indicato.
- Hai sangue nelle urine, feci nere, vomito con sangue, un mal di testa forte e improvviso o un sanguinamento che non si ferma: chiama il 112 o vai al pronto soccorso.
Domande frequenti
A cosa serve la vitamina K? Serve al fegato per produrre le proteine che fanno coagulare il sangue. Ha un ruolo anche nelle ossa.
In quali alimenti si trova la vitamina K? Soprattutto nelle verdure a foglia verde e nei cavoli: spinaci, bietole, lattuga, rucola, broccoli, cavolo nero, cime di rapa. La K2 è nei formaggi stagionati, nel tuorlo d’uovo e nei cibi fermentati.
Se prendo il warfarin posso mangiare verdure verdi? Sì. Non serve eliminarle: conta mangiarle in quantità simili ogni settimana. Se cambi molto la dieta, dillo al medico, che può controllare l’INR. Non cambiare mai la dose da solo.
La vitamina K2 serve per ossa e arterie? Il suo ruolo è studiato, ma le prove non bastano per consigliarla a chi sta bene. Se prendi anticoagulanti, non iniziarla senza parlarne con il medico.
Perché si dà la vitamina K ai neonati? I neonati nascono con poche scorte, e il latte materno ne contiene poca. Una dose alla nascita previene sanguinamenti rari ma gravi.
Rosa misura la vitamina K? No, e non misura nemmeno INR e aPTT. Rosa misura piastrine, emoglobina e ALT e AST. Se il tuo medico vuole la vitamina K o gli esami della coagulazione, li prescrive a parte.
Fonti
- Card, Gorska e Harrington, la valutazione di laboratorio dello stato di vitamina K. Journal of Clinical Pathology, 2020. PMID 31862867
- Violi e colleghi, vitamina K nella dieta e anticoagulanti antagonisti della vitamina K: revisione sistematica. Medicine, 2016. PMID 26962786
- Shearer, sanguinamento da carenza di vitamina K nella prima infanzia. Blood Reviews, 2009. PMID 18804903
- EFSA, gruppo di esperti NDA, valori di riferimento per l’assunzione di vitamina K. EFSA Journal, 2017. PMID 32625486